Chiesa di San Biagio

Chiesa di San Biagio in Castelraimondo

 

Gli atti leggendari della vita di San Biagio divengono notissimi in Europa Occidentale al tempo delle Crociate.

Il culto per questo Santo si diffonde a tal punto, nel territorio che stiamo analizzando, tanto da favorire l’edificazione e la successiva dedicazione di almeno quattro edifici ecclesiastici: San Biagio di Aiello di Camerino, San Biagio di Torricella, Collina o Crispiero, San Biagio del Castello di Raimondo, attuale parrocchiale, San Biagio fuori Castelraimondo, collocato forse a torto nel luogo ove oggi sorge la chiesa di Sant’Anna di Seano – Roccafranca.

I documenti consultati non distinguono mai a pieno i quattro edifici, pertanto nella descrizione cercheremo di utilizzare solo le fonti che ci sembrano più veritiere e assegnabili.

È certo che la “ecclesia S. Blasii de Castro Raimundi de novo”, riferita dal documento del monastero di Sant’Eustachio del 1330, debba intendersi ubicata all’interno del circuito fortificato, costruito tra il 1311 e il 1318, non dipendente però dalla Pieve di San Zenone, distante circa un miglio dalla chiesa in esame.

Sempre nel documento del 1330 si cita infatti: “Eccl. S. Blasii de Turricella traslata fuit in ecclesia S. Blasii de Castro Raimundi de novo, debet dare duas partes deecimae, unum manecare, unam porchettam, synodum et mortuarium. Decima fuit accoptimata (sic) pro duabus salmis grani et una salma ordei”.

Molti sono i riferimenti, nel catasto di Castelraimondo “ante 1534”, delle “res ecclesie Sancti Blaxii”, poste nei vocaboli “Certani”, “Vallis Scrofaie”, “Carsignani”, “Vallis Sanctis Blaxii”. Ne trascriviamo due di indubbia attribuzione.

“Bastianus Thome de Castro Raymundo… habet de dicto appretio terram que fuit de appretio Vangelistae Bartholomei de Castro Raymundi positam in scindicato dicti castri et vocabulo plani Rotabellae iuxta viam communis fossatum Lapidosi res ecclesie Sanctii Blaxii…”.

“Hieronymus Pascutii Valentini de Castro Raymundo… habet… terram laborativam iam escussam que fuit ecclesie Sancti Blaxii de Castro Raymundo positam in pertinentibus dicti castri et vocabulo plani silve…”.

Nel “Decimario Vescovile” del 1509-37 compare: “Sancto Biasio de Castel rammundo paga libra una et meza de candele”.

Poche sono le informazioni deducibili dalla Visita Apostolica del 1572, perché mancante di alcune carte, tuttavia riscontriamo che la chiesa è ben fornita di una rendita pari a dodici rubbia di frumento e sei salme di mosto, ha al suo interno un tempietto dedicato a Sant’Antonio posseduto da Don Giovanni Battista Pietralata.

La Visita Pastorale del 1585, effettuata dal Vescovo Girolamo de’ Buoi, censisce la chiesa di San Biagio con la dicitura di parrocchiale, avente addirittura una giurisdizione su 100 fuochi e circa 500 anime. L’edificio è provvisto di fonte battesimale, ha quindi funzione di pieve anche se non ben definito, ha inoltre al suo interno cinque altari, più o meno bisognosi di restauri o di cure, che vengono puntualmente ordinati dal Vescovo.

Dr. Fabio Montesi, 14 Maggio 2012